Prevenzione antincendio nei condomini

Pic antincendio si occupa anche della prevenzione incendi all’interno dei condomini

Con l’entrata in vigore del d.p.r. 1o agosto 2011, n.151, il settore della prevenzione incendi subisce una rivisitazione, il nuovo regolamento rinnova l’elenco delle attività sancite dal d.m. 16 febbraio 1982. Tra queste alcune ricadono negli edifici civili che necessitano del Certificato di Prevenzione Incendi (CPI).

IL D.P.R. 151/2011

Con il d.p.r. agosto 2011, n.151, vengono introdotte tre categorie, A, B e C, individuate in ragione della gravità del rischio, della dimensione o, comunque, del grado di complessità che contraddistingue l’attività stessa.

IL CPI

L’atto finale del procedimento amministrativo, è rappresentato dal “certificato di prevenzione incendi”. L’art. 16 del d.lg. n. 139 del 2006, aggiornato al nuovo quadro di riferimento, ha stabilito che: .

“1.Il certificato di prevenzione incendi attesta il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa di prevenzione incendi e la sussistenza dei requisiti di sicurezza antincendio nei locali attività, depositi, impianti ed industrie pericolose, individuati, in relazione alla detenzione ed all’impiego di prodotti infiammabili, incendiabili o esplodenti che comportano in caso di incendio gravi pericoli per l’incolumità della vita e dei beni ed in relazione alle esigenze tecniche di sicurezza, con decreto del Presidente della Repubblica, da emanare a norma dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1998, n.400, su proposta del Ministro dell’Interno, sentito il Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi”.
“2. Il certificato di prevenzione incendi è rilasciato dal competente Comando provinciale dei vigili del fuoco, su istanza dei soggetti responsabili delle attività interessate. Resta fermo quanto previsto dalle prescrizioni in materia di prevenzione incendi a carico dei soggetti responsabili delle attività ed a carico dei soggetti responsabili dei progetti e della documentazione tecnica prevista”.

Tale certificato attesta, in maniera “inderogabile”, che l’attività indicata ha il livello di sicurezza richiesto dallo Stato, per un determinato intervallo di tempo (cinque o dieci anni a seconda dei casi). Il certificato di prevenzione incendi evidenzia eventuali limiti e divieti da rispettare e fornisce l’indicazione di impianti e attrezzature antincendio che devono essere presenti.

OBBLIGHI E RESPONSABILITA’

Molto spesso l’utilizzo indisciplinato del proprio stabile, da parte di alcuni condomini, può provocare alcune situazioni di pericolo in caso di incendio. In particolare, l’amministratore deve: .

  • – mantenere in efficienza i presidi e le attrezzature antincendio richieste quali idranti, porte antincendio, estintori, illuminazione di emergenza, eventuali allarmi e spegnimenti automatici per le parti comuni dell’edificio;
  • – effettuare i controlli, le verifiche e le manutenzioni sui presidi antincendio anche secondo quanto indicato sulla SCIA;
  • – divulgare a tutti gli utilizzatori dell’edificio quali: condomini, dipendenti, imprese e lavoratori autonomi, i rischi di incendio delle specifiche attività, i metodi di prevenzione e protezione da adottare in caso di incendio;
  • – annotare i controlli e l’informazione divulgata su un apposito registro, che deve essere tenuto aggiornato e reso disponibile in occasione dei controlli dell’autorità competente.

 

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